Pagine

sabato 2 giugno 2012

CONTENUTI SPECIALI: LA VESPA CARNIVORA


Per la terribile vespa carnivora del mio romanzo mi sono ispirato a due tipi di imenotteri davvero esistenti, la vespa germanica  e la vespa pepsis formosa...


VESPA PEPSIS FORMOSA:

Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Classe: Insecta
Ordine: Hymenoptera
Subordine: Apocrita
Superfamglia: Vespoidea
Famiglia: Pompilidae
Subfamiglia: Pepsinae
Tribù: Pepsini

GENERI:
-Pepsis
-Hemipepsis

La vespa pepsis è un'enorme insetto della superfamiglia delle vespe. Lunga tra i 5 e i 7cm
Vive in asia, africa, australia, nello utah (usa) e in argentina e altri stati del sudamerica.
La particolarità di questo spietato cacciatore lo accomuna con uno dei mostri fantascientifici più popolari al mondo, cioè: alien. infatti come quest'ultimo anche la pepsis insemina un ospite con un uovo che una volta cresciuto lo divora.
La vespa però usa come ospite le tarantole. Da qui il suo nome in inglese tarantula hawk. Le tarantole non usano ragnatele per cacciare però riempiono l'apertura della tana con fili di seta, questo perchè se una possibile preda dovesse avvicinarsi al bivacco del ragno, inciamperebbe in un filo che allerterebbe quest'ultimo. Pultroppo però, la seta aiuta la pepsis a scovare il nascondiglio del ragno. Una volta trovato, la vespa tira consapevelmente un filo di seta. Il ragno esce dalla tana e la pepsis lo punge iniettandogli una tossina che lo paralizza ma non lo uccide. Una volta fatto gli inietta le uova e lo trasporta nel nido. Durante la crescita le larve si nutrono della carne del ragno divorandolo volutamente in punti non letali (grasso, muscoli). In questo modo si assicureranno carne fresca mentre l'agonia del povero aracnide durerà anche un mese.
La puntura del suo pungiglione è tra le più dolorose del regno animale, la più dolorosa tra tutte le vespe.

La pepsis formosa ha ispirato una creatura del gioco fallout new vegas, quindi se ci giocate la potrete incontrare in una versione ingigantita e pronta a deporre le sue uova dentro di voi!

 


VESPA GERMANICA


MUTILAZIONI ANIMALI: OPERA DI UNA VESPA CARNIVORA?
Scritto da Danilo Iosz alle 11:28 ◆ 19/07/2011
Fonte: http://www.nuevodiarioweb.com.ar 
Il fenomeno delle mutilazioni animali, da sempre attribuito alla macabra opera del “Chupacabra” (succhiacapre) - un essere ritenuto presumibilmente alieno o frutto di esperimenti di ibridazione condotti segretamente dagli UFO o dalla NASA - avrebbe in realtà una spiegazione più “convenzionale”. Secondo una nuova teoria, messa a punto da alcuni studiosi che si sono occupati di analizzare vari casi accaduti di recente, alla base di questo inquietante fenomeno ci sarebbe in realtà un insetto, una vespa carnivora di origine tedesca.
Per Francisco Cayol, uno dei sostenitori di questa nuova teoria, la spiegazione sarebbe molto razionale: l’insetto, giunto dall’Europa una decina di anni fa, sarebbe la causa naturale delle mutilazioni animali che avvengono da molti anni in varie parti del mondo. Questo tipo di vespa detta “vespa germanica” o volgarmente “vespa dal giubbotto giallo” (dal tipo di colorazione che la contraddistingue) ha in effetti abitudini “carnivore” e molto aggressive con gli altri animali, anche se al momento non pericolose per l’uomo.
Quest’insetto, dunque, inoculerebbe un potente veleno e depositerebbe le sue larve nelle ferite riportate dagli animali. Le larve sarebbero la causa delle orrende mutilazioni: esse, infatti, per sopravvivere hanno bisogno di proteine animali che prenderebbero quindi dalle loro prede. Il risultato di questi attacchi sarebbe proprio quello rinvenuto dai contadini, senza il minimo spargimento di sangue.

Verità o semplice ipotesi? Il mistero per ora permane.
 



MESCOLANDO (e anche un poco agitando) QUESTE DUE SPECIE DI VESPE, HO INVENTATO LA MIA VESPA NERA CARNIVORA


































CONTENUTI SPECIALI: le auto


LAND ROVER DEFENDER della squadra ANTIGANG




SAAB 900 TURBO regalo di Francesco alla moglie



HYUNDAI COUPE di NEGRONERO

CONTENUTI SPECIALI: le armi

Pistola d'ordinanza della Polizia: calibro 9 parabellum


Revolver calibro 357 magnum modello 27 con il calcio in avorio: armi personali di Negronero


Semiautomatica usata dagli sgherri di Terrano



Franchi Spas calibro 12 a pompa (l'arma della strage alla Trappola)


Beretta 25 (pistola di riserva alla caviglia di Monvisi)


 Coltello usato dal fratello di Maria



Revolver singol action Colt 45 di Terrano







CONTENUTI SPECIALI: gli orologi di Negronero

TIMEX VINTAGE ANNI '70

CARTIER SANTOS

MINERVA PITAGORA

SECTOR DIGITALE

ROLEX SUBMARINER



SEI PASSI NEL CONTINUUM: LA GENESI DEL MALE

 

Nel Cerchio muto (con la scusa delle Stragi del sabato sera)  ho reinventato a mio modo il concetto di fantasma, dandogli una connotazione pseudoscientifica originale.


In Continuum ho fatto la stessa cosa (con la scusa di una gangster story) con il tema della demonologia.
C’è l’annosa questione etico filosofica che divide religiosi e atei su un concetto: il diavolo, personificazione del male quale dir si voglia, è una entità vera e propria, una presenza che incombe e che agisce e che esiste al di fuori di noi? come ha detto Paolo VI qualche tempo fa, invitando tutti a credere nelle presenza vera del maligno in quanto essere vivo e presente… Oppure il male è solo una parte oscura della coscienza nostra, il diavolo che è in noi,  come in una canzone di Zucchero, già
Ragionando su queste due etiche, anzi su queste due correnti etiche, ho pensato a come crearne una in alternativa. 
Il male esiste al di fuori di noi, ma scaturisce da dentro il nostro inconscio, dalla nostra ombra, dalla nostra metà oscura, il subcosciente che si è alimentato di ossessioni e impossibilità. 






Nel film Il pianeta proibito (che cito anche nel romanzo), il mostro da affrontare è la materializzazione dell’id, quindi incontrollabile, come sono le pulsioni a volte. 




Speculando su tale idea ho creato il fulcro che sta alla base della trama soprannaturale di questo romanzo.
La chiave di lettura è il concetto di tulpa. 



Materializzazione di un fantasma, materializzazione di un demone… Il diavolo che è in noi, in lui… In tutti e in nessuno.  Immaginario collettivo che crea e che disfa. 



Alla fine cambia poco. Occorre che affrontiamo la nostra fragilità per salvarci e sperare in un momento migliore, un cielo più blu del solito.
Alla faccia delle tenebra.  
BUONA LETTURA, AMIGOS

SEI PASSI NEL CONTINUUM: LA STRATEGIA DEL CAMALEONTE


 
Annunciato in rete nel 2011 con il titolo di Anestesia dell’ombra, Continuum è un romanzo poliedrico. Connotato da diverse connotazioni.  Che contempla tutti i generi sul generis senza sposarne nessuno in particolare. Continuum è un camaleonte, sfuggente e rotolante. 

Gli Intoccabili versus Squadra antimafia.

 













 



Paranormal activity che incontra Stati di allucinazione.

















Tutto questo con un pizzico di melò, con tanto di tresca amorosa e intrighi sentimentali.
Trovo che sia sempre interessante e costruttiva la contaminazione: un modo per rinnovare le cose e nello stesso tempo creare un quid di diversità. La differenza fra agitare e mescolare, però, tutti gli appassionati di James Bond e dei suoi leggendari Martini dry lo sanno bene, è fondamentale. Perché alla fine ne deve uscire un unico sapore, amalgamato, nuovo e intenso. Così abbiamo un commissario di polizia e la sua squadra. Che combattono contro l’organizzazione di uno spietato criminale. La prima parte del romanzo sembra un classico poliziesco, una narrazione dura, a tratti spietata, sempre intensa, ma solo e unicamente al servizio di un thriller che sfocia nell’action spesso e volentieri. Una gangster story che usa la stessa pulsione di un serial killer movie… Fate conto: American Gangster e Il silenzio degli innocenti mescolati (agitati) assieme: che è di per sé trama innovativa e mai sentita. 



Poi, come se tutto questo non bastasse: all’improvviso tutto precipita e tutto cambia… E nell’ultima parte si affaccia un nuovo nemico da sconfiggere.
Il nostro eroe dovrà trasformarsi in un fantasma per entrare e uscire dall’inferno, e fregare il diavolo sul tempo, per salvare quello che resta del suo cuore. La moglie e il figlio e tutto quello che è stato e che avrebbe voluto diventare, i ricordi di una vita, i rimpianti per una morte.


Mentre l’Ombra cammina, l’Ombra non sente nulla, l’Ombra vorrebbe solo scoprire il significato del cielo.
Nel folle ticchettio di un orologio che non passa.

Tic tac, tic, tac…

SEI PASSI NEL CONTINUUM: NEL DOLORE E NEL TEMPO


“Nel dolore e nel tempo, lui non ha più niente,  
solo un cuore e un cielo, contro tutto il male che c’è”

Il dolore, questo conosciuto. Nello scandire dei minuti che passano, nel silenzio incombente di un cerchio.
Continuum è fondamentalmente una riflessione sul senso della sofferenza e su quello della vita. Per non parlare della morte…

 Il dolore era un ricordo, evanescente. Come nebbia che ti sfiora. Il bacio di un fantasma. La carezza di un sogno. Un sussurro nel buio.
Dentro e fuori...
Il dolore restava nascosto sotto la linea di demarcazione fra il cuore e la mente, come in un gioco a rimpiattino...
Dove sei? Dove cazzo ti sei nascosto? Uno, due, tre... faccio la conta... Chi e` fuori e` fuori... Chi e` dentro e` dentro.

Due nemici che si affrontano: uno che non può più sentire il dolore fisico e l’altro che non è in grado di provare la minima compassione e che quindi cerca di provocare dolore negli altri per completarsi un cuore diventato troppo insensibile. Due facce della stessa medaglia che cercano di compenetrarsi. Il buono e il cattivo, il bene e il male, speculari e inseparabili. Una sfida senza esclusione di colpi. Che si perpetua e non finisce nemmeno dopo la morte, che continua in un soffio silenzioso. Un soffio che ti sfiora l’anima e la contagia fino a trasformare quello che sei. Così le tue certezze scompaiono in fondo a un grido soffocato.

Il mio nemico avanzava lentamente. E sembrava scivolare. Come un’ombra. Un fantasma di carne e ossa. La sua bocca si mosse ancora per parlare: «Il dolore rende liberi». Ma non era piu` la sua voce. C’era qualcuno che stava parlando attraverso di lui. Dentro di lui. Una voce di femmina che si sprigionava dalla sua gola, dal suo cuore. La Signora delle Vespe era giunta dal mondo delle tenebre per celebrare il nulla. «Benvenuto in questa splendida festa di morte, commissario. »

Quando cercavo faticosamente di scrivere e descrivere un personaggio colpito da analgesia, quando cercavo di immedesimarmi in lui, durante tutte quelle ore trascorse a fissare la mia immagine nel vuoto, ecco, allora ho compreso cose importanti. Di come la nostra consapevolezza si basi su una mappatura fatta di dolore e paura. Continuamente, ora per ora, cerchiamo sollievo da uno stato di malessere. La redenzione ce la dobbiamo sudare: fra gocce di sangue e smorfie, celebrando i sorrisi e i pianti, solo per non morire, giorno per giorno.
Con tutte quelle ore che passano e quei minuti che battono…
Credo fermamente che tutto ciò sia molto appassionante.